Presentazione del volume “Ville dei Medici in Toscana” di Massimo Gregorini e Mariella Zoppi

Presentazione del volume “Ville dei Medici in Toscana” di Massimo Gregorini e Mariella Zoppi

 Sabato 12 giugno alle ore 17.00 nel salone affrescato della Villa Medicea La Magia

La presentazione è limitata a n. 50 persone.

Per prenotarsi chiamare la Biblioteca Multimediale Giovanni Michelucci

al numero 0573 774500.

 Nel libro sono riportate le schede di 29 “Ville e giardini medicei in Toscana”. Di queste, quattordici “Ville e giardini” fanno parte del sito seriale UNESCO, e sono: Cafaggiolo, il Trebbio, Careggi, Medici a Fiesole, Castello, Poggio a Caiano, la Petraia, Boboli, Cerreto Guidi, Seravezza, Pratolino, la Magia, Artimino, Poggio Imperiale  (secondo i criteri di ICOMOS, avevano le caratteristiche per essere inserite nella Lista Patrimonio Mondiale, quali: eccezionalità, autenticità ed integrità, visitabilità).

Aska

L’organizzazione del volume
La proposta del libro è quella del viaggio: un viaggio in Toscana fra ville e fattorie che, un tempo, sono state abitate dai diversi membri della Casata de’ Medici. L’idea è quella di spaziare fra luoghi e personaggi senza un itinerario predefinito, suggerendo una serie di soste in cui il visitatore possa scegliere architetture, giardini e personaggi, curiosare fra oggetti e ricordi e andare alla ricerca di situazioni conosciute o proposte meno note, ma non per questo meno intriganti e suggestive. Da qui la scelta di una restituzione agile che propone una sintetica scheda descrittiva per ciascuna delle ville selezionate, che vengono proposte secondo un ordine esclusivamente alfabetico. Le ville hanno avuto committenti importanti e fanno riferimento a personaggi noti da Lorenzo il Magnifico a Cosimo I e ai loro discendenti, ma accanto agli uomini illustri ci sono state donne di eccezionale statura, certamente meno famose, che hanno qui trascorso parte della loro vita ed hanno condotto queste eccezionali dimore. Di alcune di loro è stato tracciato un breve medaglione.

La narrazione delle singole ville è trattata secondo un ordine prevalentemente cronologico, che tenta di riordinare in modo sintetico le vicende storico-architettoniche dando conto dei cambiamenti di proprietà, dei principali proprietari, dei principali interventi e degli artisti che vi hanno operato. Unica eccezione è Boboli, in cui la complessità delle stratificazioni nel giardino hanno fatto preferire una narrazione legata alla visita, dalla quale si può evincere la vicenda storica.
Nel testo si fa spesso riferimento ad un’iconografia antica per meglio contestualizzare, rispetto al periodo di costruzione, le architetture e i giardini che, nel tempo, hanno inevitabilmente subito trasformazioni e modifiche. In particolare, compare spesso, sia nelle immagini che nello scritto, il riferimento alle Lunette che Giusto Utens ha dipinto su incarico del granduca Ferdinando I fra il 1595 e il 1606 per la Sala Grande, poi Sala delle Ville, di Artimino.

Giusto Utens è il pittore fiammingo naturalizzato in Toscana (abita prima a Pisa, poi dal 1588 a Carrara dove si sposa e muore), che ha riprodotto con un puntiglioso realismo 17 (di cui solo 14 pervenuteci) possedimenti medicei, rendendo i luoghi con le vedute a volo d’uccello e definendo particolari di architetture, arredi e vegetazione con attenta scrupolosità. Quasi tutte sono accompagnate dalla presenza di personaggi nell’atto di svolgere attività quotidiane o comunque legate alla vita che si svolgeva nelle singole ville. Il risultato è un meraviglioso quanto attento catalogo proprietario dei principali beni medicei alla fine del XVI secolo. Inutile sottolineare l’importanza di questo ciclo di dipinti che hanno la singolarità di essere tagliati a “mezzaluna” in quanto dovevano essere posizionate fra i peducci del piano d’imposta del soffitto a botte della sala di Artimino.

Le tre Lunette disperse (Careggi, Cerreto Guidi e Poggio Imperiale), furono nuovamente commissionate ai primi del Novecento. Il risultato è una visione assai diversa che ritrae frontalmente le architetture a somiglianza delle vedute settecentesche di Giuseppe Zocchi, le cui incisioni, peraltro, costituiscono un altro rilevante riferimento nella ricostruzione storica delle ville.

Oggi
 le 14 Lunette, dopo un accurato restauro, sono esposte e possono essere ammirate nelle sale della Villa medicea della Petraia, una delle mete indicate nel volume.